Connect with us

Storie di Calcio

18 maggio 1975: la Juventus vince il suo sedicesimo scudetto

Published

on

47 anni fa, la Juventus vince il suo sedicesimo scudetto 

Prologo:1975, frammenti di passato.

Nascevano Angelina Jolie, Asia Argento, Charlize Theron, David Beckham, Eva Longoria, Kate Winslet e Roberto Bolle. Ci lasciavano Pier Paolo Pasolini, Josephine Baker e Hannah Harendt. In questo periodo di fermento, la Juventus vinceva lo scudetto.

In Etiopia viene assassinato Hailé Selassié, che già l’anno prima era stato detronizzato. Nel paese africano, si consolidava  il percorso verso una dittatura militare filosovietica iniziato l’anno precedente. Nella penisola iberica, invece, muore il dittatore Francisco Franco e si avvia la transizione alla democrazia. Pol Pot prende il potere, in Cambogia: nasce una delle più crudeli dittature nella storia dell’umanità. Saigon cade in Vietnam e le truppe statunitensi abbandonano la città: finisce la guerra del Vietnam.

Margaret Tatcher è la nuova leader dei Tories, in Gran Bretagna. Le ex-colonie portoghesi di Mozambico ed Angola diventano nazioni indipendenti. Il Concorde effettuava il suo primo volo. Dopo i loro ultimi viaggi Genova-New York, i transatlantici Raffaello e Michelangelo vanno in disarmo.

In Italia  alla Presidenza della Repubblica c’è Giovanni Leone mentre alla Presidenza del Governo per tutto l’anno ci sarà Aldo Moro (insediato già dal novembre dell’anno precedente). A livello legislativo viene riformato il Diritto di Famiglia e sancita giuridicamente la parità  tra uomo e donna. Il Presidente della Confindustria, Giovanni Agnelli, e i sindacati confederali trovano un accordo sulla cosiddetta “scala mobile”. Per quanto riguarda l’industria automobilistica, da registrare la fine della produzione Fiat delle Cinquecento. A livello sociale in questo periodo nascono molte “radio libere”.

Nelle classifiche internazionali troviamo “Je T’aime… …Moi Non Plus”, di Jane Birkin e Serge Gainsbourg, “That’s The Way I Like It” della K.C. and the Sunshine Band, “Imagine”, di John Lennon; “Space Oddity”, di David Bowie e “Mamma Mia”,  degli Abba. Nasce la band degli Iron Maiden. I Queen pubblicano “Bohemian Rhapsody” e i Ramones “Blitzkrieg Bop”. I Pink Floyd escono con il loro nono album: “I Wish You Were Here”.

In Italia, Wess e Dori Ghezzi vincono Canzonissima con “Un corpo e un’anima”. Il Festival di Sanremo, a dir poco sottotono, è vinto da Gilda, con “Ragazza del Sud”. Al numero uno delle top ten italiane dell’anno troviamo “Piange il Telefono”, di Domenico Modugno, “Parlami d’Amore Mariù”, di Mal e “Profondo Rosso”, dei Goblin.

Negli Stati Uniti, escono “Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo”, diretto da Miloš Forman  e interpretato da Jack Nicholson, “Lo Squalo” di Steven Spielberg, “Barry Lyndon”, di Stanley Kubrick, “I Tre Giorni del Condor”, di Sydney Pollack, con Robert Redford e Faye Dunaway. In Italia escono “Profondo Rosso”, di Dario Argento e “Professione Reporter”, di Michelangelo Antonioni.

Venivano pubblicati  “L’Autunno del Patriarca”, di Gabriel García Márquez, “Le Notti di Salem”, di Stephen King”, “La Grande Rapina al Treno”, di Michael Crichton”.

Eugenio Montale vince il Premio Nobel per la Letteratura. Francis Ford Coppola vince il Premio Oscar con “Il Padrino Parte II” e, per l’interpretazione in quello stesso film, Robert De Niro vince la Statuetta d’Oro come migliore attore non protagonista. Come attrice non protagonista l’Oscar va invece a Ingrid Bergman, per il suo ruolo in “Assassinio sull’Orient Express”.

Il Premio Oscar come miglior film straniero va a “Amarcord”, diretto da Federico Fellini. Al Festival di Cannes, la Palma d’oro va a “Cronaca degli Anni di Brace”,  di Mohammed Lakhdar-Hamina e Vittorio Gassmann riceve il premio di migliore interpretazione maschile nel film “Profumo di Donna”, di Dino Risi.

Podio azzurro a Garmisch per lo slalom speciale di Coppa del Mondo: Piero Gros, Gustav Thöni e Fausto Radici. Muhammad Ali/Cassius Clay conserva il titolo mondiale dei Pesi Massimi battendo l’inglese Joe Bugner. Qualche mese dopo si conferma Campione del Mondo battendo a Manila anche Joe Frazier. Nei Pesi Medi, Carlos Monzon conserva il titolo vincendo per K.O. contro Gratien Tonna.

Il Giro d’Italia è vinto da Fausto Bertoglio. mentre nel Tour de France si impone Bernard Thévenet. Niki Lauda vince il Mondiale di Formula 1 con la Ferrari. Giacomo Agostini vince il Motomondiale nella classe 500 e Johnny Ceccotto quello della classe 350. Lo scudetto del Basket va alla Forst Cantù e quello della pallanuoto alla Canottieri Napoli.

La Juventus vince il suo sedicesimo scudetto. La Fiorentina vince la Coppa Italia. La Coppa dei Campioni va al Bayern di Monaco, la Coppa UEFA al Borussia Mönchengladbach e la Coppe delle Coppe alla Dinamo Kiev. La squadra sovietica vince anche la Supercoppa nella finale contro il Bayern. Invece, l’Indipendiente vince per la sesta volta la Coppa Libertadores. Dopo un lungo periodo di sospensione, la Coppa America tornava ad essere disputata. A vincerla fu il Perù. Infine, nel dicembre del 1975 Oleg Blochin vinceva il Pallone d’Oro.

La Juventus conquista lo scudetto ma l’inizio di stagione è a luci e ombre: sconfitta alla prima con il Bologna e pareggio a Varese alla terza, ma anche un’importante vittoria per due a uno al Milan e un quattro a zero rifilato all’Ascoli.

Alla quarta di campionato è prima la Lazio. Ma nel turno seguente i laziali perdono in casa con l’Inter e la squadra nerazzurra diventa la capolista: prima a otto punti. Subito dietro, comunque c’è un gruppo di ben cinque squadre a sette punti: Bologna, Fiorentina, Lazio, Napoli e Juventus. Di questo gruppo, solo il Napoli reggerà il passo dei bianconeri fino all’ultima giornata di campionato.

Da notare che a fine stagione nel gruppo di testa ci sarà anche la Roma, terza dietro Juventus e Napoli. Però, all’inizio del campionato, i giallorossi erano partiti davvero male: tre sconfitte con Torino Bologna e Milan (quest’ultima all’Olimpico) due pareggi per zero a zero con Napoli e Varese: zero gol in cinque partite, ultimi in classifica alla quinta di campionato con la Ternana.

Forse, leggendo le cronache di quelle giornate, si intuisce che la brutta partenza fu dettata almeno in parte dalla sfortuna: nelle prime partite contro Torino e Napoli ci fu una serie di pali e traverse colpiti da Prati che, tra l’altro, sbagliò anche un rigore con il Bologna. Episodi che forse incisero negativamente sull’andamento in avvio di campionato.

Alla sesta, finalmente una vittoria della Roma con l’Ascoli,  poi un’altra battuta di arresto con la Juventus nel turno seguente e, a partire dall’ottava di campionato, con la vittoria nel derby i giallorossi iniziano ad andare bene, infilando una striscia positiva di sei vittorie consecutive: dal 1 dicembre al 12 gennaio. La serie positiva comunque non è interrotta da una sconfitta  ma da un pareggio con la Ternana. Poi i capitolini tornano alla vittoria nella giornata seguente vincendo con l’Inter.

La Juventus, comunque, vuole vincere lo scudetto e raggiunge la prima posizione alla quinta giornata, ma a pari merito con Bologna, Fiorentina, Lazio e Napoli. Alla sesta il gruppo di testa è più che dimezzato: solo Bologna e Juventus restano prime in classifica. Nella settima giornata si registra la sconfitta interna dei rossoblu bolognesi, per tre a uno, ad opera del Torino e la vittoria casalinga della Juventus: uno a zero contro la Roma. È il 24 novembre del 1974. A partire da quel momento la Juve è sola al comando e nessuno riuscirà più a raggiungerla.

Circa due mesi dopo, e più precisamente il 26 gennaio 1975, la Juventus si laurea campione di inverno. Del girone d’andata, una menzione speciale va fatta per

Napoli-Juventus, partita giocata il 15 dicembre del 1974. La citazione è dovuta anche per il risultato: un sei a due per i bianconeri. Ma questo incontro va pure ricordato perché viene segnalato come il match per club che ha registrato il maggior numero di spettatori in Italia. Anche se, su quest’ultimo aspetto, ci sono versioni contrastanti: altre fonti parlano del derby romano del 26 ottobre 1969, alcune di Lazio-Foggia del 12 maggio 1974 e altre ancora rievocano partite diverse.

Sia quel che sia, Napoli-Juventus ebbe un’eccezionale cornice di pubblico e un notevole numero di marcature. Si era alla decima giornata di campionato, fissata per il 15 dicembre del 1974. Al momento di scendere in campo, sulla base della classifica alla nona giornata, la Juventus era prima a 14 punti e il Napoli secondo a 12, a pari punti con Fiorentina, Lazio e Torino.

In caso di vittoria dei partenopei ci sarebbe stato il loro aggancio in testa alla classifica. Ma, come ho già anticipato così non fu e il Napoli perse sei a due. Consultando alcuni siti tematici di tifosi napoletani, si scopre che, secondo alcuni di loro, la sconfitta casalinga al San Paolo fu determinata da un forte dispendio di energie, nel turno di Coppa precedente all’incontro di campionato con la Juventus.

Ma, non credo che quella possa essere la vera motivazione della sconfitta. In effetti la Juve, insieme al Napoli, era l’unica delle cinque iniziali squadre italiane che ancora partecipava ad una coppa europea: Torino e Inter erano state eliminate nei precedenti turni di Coppa Uefa, il Bologna era uscito dalla Coppa delle Coppe a seguito di una sconfitta con una squadra polacca e la Lazio non aveva neanche potuto partecipare alla Coppa dei Campioni, perché ne era stata estromessa a causa degli incidenti dell’anno prima, nel turno casalingo con l’Ipswich Town.  

Se è vero che prima di Napoli-Juventus, i napoletani affrontarono un’impegnativa trasferta in Cecoslovacchia, è pure vero che i bianconeri dovettero affrontare un’altrettanto impegnativa trasferta in Olanda con l’Ajax. Tutte e due le squadre italiane dovevano dunque conquistarsi il passaggio al turno successivo di Coppa Uefa. Il Napoli partiva con lo svantaggio di una sconfitta all’andata. La Juve aveva il vantaggio di una vittoria a Torino, ma doveva pur sempre sfidare l’Ajax in casa sua.

Alla fine alla Juve andò bene e al Napoli male. Ma, al momento di incontrarsi al San Paolo nella partita di campionato, Napoli e Juventus venivano entrambe da due faticose trasferte internazionali nelle partite di Coppa Uefa, giocate un paio di giorni prima. Non credo, quindi, che la sonora sconfitta napoletana possa spiegarsi con la partecipazione al precedente incontro internazionale, anche se le cronache parlano di un ritorno dall’estero un po’ più complicato per i giocatori napoletani rispetto al rientro dei bianconeri. Comunque, considerato che il Napoli perse con la Juventus anche al ritorno e che, alla fine, arrivò secondo in classifica a due punti di bianconeri, si può dire che i partenopei persero il titolo negli scontri diretti con la capolista.

Detto questo, possiamo passare al resoconto della partita di andata. La Juventus che vuole vincere lo scudetto parte subito bene: punizione di Causio, respinta di Carmignani, sul pallone si avventa Damiani e solo un provvidenziale intervento sulla linea di porta di Bruscolotti evita il gol. Poco dopo è ancora Causio a sfiorare il gol con un tiro che lambisce il palo alla destra di Carmignani. Al 25’, altra azione Causio-Damiani: il primo lancia il secondo che tira in porta e costringe il numero uno napoletano ad un intervento difficile. Il gol è nell’aria e arriva due minuti più tardi: discesa dalla destra di Cuccureddu, crossa che pesca Altafini al centro dell’area napoletana, con il brasiliano che colpisce di testa e fa gol.

Il raddoppio arriva per un rigore causato da un fallo di Landini su Altafini. Damiani batte la massima punizione e supera Carmignani che intuisce la traiettoria del tiro ma non riesce a fermare la palla. Damiani è incontenibile: poco dopo segna di testa a conclusione di un’azione iniziata da Capello. La partita è senza storia e Zoff è costretto all’inoperosità per una buona parte del match. Al 51’ arriva il quarto gol juventino, su azione individuale di Bettega.

Al 62’ si registra finalmente la reazione del Napoli che segna con Clerici. Ma una decina di minuti dopo la Juve fa il quinto gol: discesa di Capello sulla sinistra, cross in area per Causio che tira di destro e fa gol. Poi arriva il secondo gol di Sergio Clerici. Poco dopo, però, il brasiliano del Napoli sbaglia un rigore, tirando di poco a lato. Infine, sesto gol juventino su uno schema da calcio piazzato segnato da Viola.

Il tabellino della partita.

Napoli – Juventus 6/2 (primo tempo: 3-0).

Marcatori: 27’, Altafini (J); 37’ (su rigore) e 41’, Damiani (J); 51’, Bettega (J); 62’, Clerici (N); 70’, Causio (J); 73’, Clerici (N); 84’, Viola (J).

Arbitro: Luigi Agnolin, di Bassano del Grappa (Vicenza).

Napoli: Carmignani, Bruscolotti, Pogliana, Burgnich, Landini, Orlandini, Rampanti (46’), Juliano, Clerici, Esposito, Braglia. Sostituzioni: Ferradini (46’). In panchina: Favaro (12), Massa (14). Allenatore: Vinicio.

Juventus: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino (80’), Morini, Scirea, Damiani, Causio, Altafini, Capello, Bettega. Sostituzioni: Viola, all’80’. In panchina: Piloni (12), Longobucco (14). Allenatore: Parola.

Del girone di ritorno, una menzione speciale probabilmente va fatta per Milan-Juventus. 9 febbraio: sedicesima giornata di campionato. Il calendario dice Milan-Juventus. La Juventus sta viaggiando verso lo scudetto ed è prima a 24 punti e il Milan terzo a 20. Una vittoria dei padroni di casa li rimetterebbe in gioco nella corsa per lo scudetto. Non a caso, alla vigilia, il presidente Buticchi alza i premi partita e Giagnoni dichiara: “Se vinciamo, chi ci ferma più?”. Tuttavia, la Juve non solo passa indenne lo scontro a San Siro, ma torna a casa con il bottino pieno, alla fine di un incontro che vede tensioni fuori e dentro lo stadio, prima del match e anche a partita in corso. 

Il Milan si era portato in vantaggio con Albertino Bigon. Poi, c’era stato il pareggio di  Bettega e infine il raddoppio dei bianconeri, con Damiani che, dopo avere conquistato un rigore, si era incaricarito della sua esecuzione. Il finale, poi, era stato all’insegna delle scorrettezze, con Capello, Causio, Longobucco, Bigon, Bet e Gorin finiti nel taccuino dell’arbitro Barbaresco. Gorin, a seguito di un colpo ricevuto da Longobucco, ne uscì con una ferita al labbro e sette punti di sutura. Inoltre, nella seconda metà della ripresa ci fu un fitto lancio di petardi in campo e Anastasi ne fece le spese rimanendo a terra per alcuni brevi minuti, anche se, fortunatamente, senza riportare gravi lesioni. Alla fine il risultato non fu omologato e il due a uno bianconero sul campo si trasformò in sconfitta a tavolino, per due a zero a danno dei rossoneri.

Il tabellino della partita tra Milan e Juventus

Milano, domenica 10 febbraio 1975, Stadio San Siro.

Milan-Juventus 1-2. Marcatori: 20’, Bigon (M); 62’, Bettega (J); 70’, su rigore, Damiani (J).

Arbitro: Barbaresco, di Cormons.

Milan: Albertosi, Bet, Sabadini, Zecchini, Turone (73’), Benetti, Gorin, Bigon, Calloni, Rivera, Chiarugi. Sostituzioni: Anquilletti (73’). In panchina: Tancredi (12), Lorini (14). Allenatore Giagnoni.

Juventus: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino (36’), Morini, Scirea, Damiani, Anastasi, Capello, Bettega. Sostituzioni: Longobucco (36’). In panchina: Piloni (12), Altafini (13). Allenatore: Parola.

Il cammino della Juventus verso lo scudetto

Comunque, al di là degli spiacevoli episodi di violenza in Milan-Juventus, il cammino della Juventus verso lo scudetto continuava senza molte battute di arresto. In effetti, nel prosieguo del campionato, le battute di arresto furono solo due:  la sconfitta nel derby per tre a due a favore dei cugini granata e la sconfitta con i viola, per quattro a uno, alla penultima di campionato.

Ma, vincendo cinque a zero in casa col Lanerossi Vicenza, la Juventus finiva il campionato in bellezza e conquistava lo scudetto numero sedici. La sua formazione tipo in questo campionato fu: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Morini, Scirea, Damiani, Causio, Anastasi, Capello, Bettega. Ma, tra le presenze in bianconero possiamo citare anche, Altafini, Longobucco, Viola, Spinosi e Marchetti. 

Infine, tra i cannonieri di quel torneo possiamo ricordare Paolo Pulici a 18 gol, Beppe Savoldi a 15, Giorgio Chinaglia, Sergio Clerici e Pierino Prati a 14, mentre le squadre destinate a scendere nella serie cadetta furono Vicenza, Ternana e Varese.

GLIEROIDELCALCIO.COM (Massimo Prati)

Compila il form sottostante ed iscriviti alla newsletter de Gli Eroi del Calcio.

classe 1963, genovese e Genoano, laureato alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Genova, con il massimo dei voti. Specializzazione in Scienze dell’Informazione e della Comunicazione Sociale e Interculturale. Vive in Svizzera dal 2004, dove lavora come insegnante. Autore di un racconto, “Nella Tana del Nemico”, inserito nella raccolta dal titolo, “Sotto il Segno del Grifone”, pubblicata nel 2004 dalla casa editrice Fratelli Frilli; di un libro intitolato “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, edito nel 2017 dalla Nuova Editrice Genovese; di un lavoro sulla storia del calcio intitolato “Gli Svizzeri Pionieri del Football Italiano”, Urbone Publishing, 2019; di una ricerca storica dal titolo “Rivoluzione Inglese. Paradigma della Modernità”, Mimesis Edizioni, 2020 , della seconda edizione de “I Racconti del Grifo. Quando parlare del Genoa è come parlare di Genova”, Urbone Publishing, 2020; coautore del libro di didattica dell'italiano "Imbarco Immediato", Fanalex Publishing, Ginevra 2021 e, infine, del romanzo "Dieci Racconti di una Lucertola del Porto di Genova", Urbone Publishing, 2021. È anche autore di numerosi articoli, di carattere sportivo, storico o culturale, pubblicati su differenti blog, siti, riviste e giornali. Collabora con “Pianetagenoa1893” e “GliEroidelCalcio.com”.

più letti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: