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Torino – Ambrosiana 5-5: 80 anni dalla mitica partita del ’41

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GLIEROIDELCALCIO.COM (Andrea Gioia)

“Ma nessun racconto può dipingervi con sufficiente pienezza di toni e con adeguata forza di colori il quadro di questo incontro Torino – Ambrosiana”

La stagione ’40/’41, si era aperta con le sirene della guerra ben udibili ad un pubblico calcistico solitamente distante dalla politica. L’illusione di un conflitto lampo aveva spinto gli organi dirigenziali a far partire quel torneo, nonostante sembrasse chiaro fin da subito che gli strascichi della politica europea avrebbero finito per contaminare anche lo sport tutto.

Il fenomeno Meazza, lasciata la sua amata Inter (nel frattempo passata sotto la denominazione Ambrosiana) dopo 13 anni conditi da più di 300 presenze, si era accasato alla corte degli odiati cugini milanisti; il Bologna, che avrebbe poi vinto quel torneo, si era assicurato le prestazioni del due volte iridato Giovanni Ferrari; la Juventus, invece, aveva puntato su Colaussi II, ala di grande velocità e campione del mondo soltanto 3 anni prima.

Il 12 Gennaio del 1941, la 14ª giornata vedeva contrapposte il Torino (non ancora diventato “grande”) e l’Ambrosiana, due squadre che rimanevano salde nei primi posti della classifica, distanti solo due punti.

Il Filadelfia era stato liberato dalla neve, ma aveva lasciato un terreno di gioco scivoloso e a tratti ghiacciato. I granata, squadra spavalda e per nulla intimorita, avevano iniziato l’incontro con il piglio e la sfrontatezza tipiche dei giovani calciatori. I nerazzurri, dal canto loro, erano stati sopraffatti da questo strano approccio degli uomini di mister Cargnelli, ex di lusso di quella giornata.

Un uno-due firmato Ussello e Capri, in soli dieci minuti. Sembrava l’epilogo ad una goleada ed invece, tra lo stupore dei 18.000 accorsi quel giorno, accadde l’impensabile. Al bolide di Candiani, seguì l’autogol di Fioravante Baldi e il gol sotto porta di Guarnieri.

L’Ambrosiana aveva ribaltato il risultato in 15 minuti.

Da questo momento iniziò un’altra partita, una sorta di film già visto in precedenza, con il Toro all’arrembaggio e i milanesi a difendere. Doppietta del caparbio Mascheroni e quinto gol di Ossola, lanciato dall’ottimo Ussello.

Il record di segnature nella prima frazione di gioco era servito. 5 a 3 e l’attesa per un secondo tempo quantomeno entusiasmante.

L’Ambrosiana, campione uscente, non poteva assolutamente permettersi di lasciare il Filadelfia con una sconfitta così netta. Ed infatti, il solito Umberto Guarnieri salirà in cattedra con un perentorio gol di testa, dopo una mischia in area, e con un passaggio decisivo a quell’Annibale Frossi che segnerà il definitivo pareggio dopo una indecisione del portiere Cavalli.

Sarà quasi un record nei campionati a girone unico.

Vittorio Pozzo, sulle colonne de La Gazzetta dello Sport del 13 Gennaio 1941, commenterà così quella mitica partita: “Da anni non assistevamo ad una così bella ed emozionante partita”.

 

 

Classe '83, viaggiatore instancabile ed amante del calcio e dello sport tutto. Una Laurea in Comunicazione, una tesi sul linguaggio giornalistico sportivo degli anni '80 ed una passione per il collezionismo, soprattutto quello inerente la nazionale italiana. Alla sua attività turistica, associa collaborazioni con giornali del mondo travel. Testata preferita: GLIEROIDELCALCIO.COM"

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